The awakening of ancient menace

La fine di un lungo inverno....

Anno 2948 della Terza Era della Terra di Mezzo, il ventinovesimo giorno del mese di Sùlime, il primo giorno di una primavera a lungo attesa…

__La neve si è ormai quasi completamente sciolta nelle terre selvagge a est del Grande Fiume, e anche se i picchi e le pendici delle Montagne Nebbiose sono ancora ammantati di neve è ormai possibile viaggiare senza troppi problemi sulle colline e nelle ampie pianure.

Innumerevoli volte avete ricordato la sera intorno al focolare le parole di lady Irime, dopo il tremendo scontro con la “cosa” che vi ha assalito vicino all’alto passo e quello strano sogno, quasi reale, nei terribili sotterranei di Dol Guldur, la fortezza del Negromante.

Lasciandovi Irime vi disse: “Ritornate e riposatevi, amici valorosi, ma quanto prima recatevi dal saggio Radagast e raccontategli quanto avete visto e vissuto, ditegli dell’Ombra che ci ha assalito e di cosa Essa ci abbia costretto a fare. io tra poco lascerò queste sponde, ma temo la minaccia che incombe su voi e su quanti abitano le Terre Selvagge”._

Tutti i membri della compagnia attendevano con ansia la fine dell’inverno:
Gelil Ganduil ha avuto modo di meditare su quanto accaduto sull’Alto Passo, l’aver scritto una storia della loro impresa e averla cantata a Beorn e ai suoi gli ha permesso di sentire il cuore e l’animo un po’ più leggero, scrollandosi di dosso la paura della Minaccia affrontata.

Odo il Benedetto ha ormai stretto un forte legame con il grande segugio di Bosco Atro trovato derito e denutrito ai margini della foresta. Si muovono e cacciano ormai come una cosa sola.

Freki, il Bardiano, si muove tra i boschi ascoltando deliziato le voci dei volatili che abitano nei dintorni della dimora di Beorn, anche se non è sempre semplice comprendere il significato delle loro enigmatiche parole.

Calen Crum è riuscito finalmente ad alzarsi dal suo letto, anche se le ferite subite durante la Battaglia del Vecchio Guado nel cuore dell’inverno sono ancora molto dolorose.

Alaric è da poco ritornato dalla guardia al Vecchio Guado; assistendo gli uomini di Beorn è riuscito a carpire alcuni dei loro segreti sulla vita nelle terre selvagge.

Loni il nano ha lo sguardo pensoso, forse non sarà in grado di seguire i suoi compagni. Un messaggio portato da uno dei corvi della montagna Solitaria sembra preoccuparlo non poco…

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