Gelil Ganduil

Guardiano del Reame Boscoso

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Bio:

Gelil-Ganduil e Calen, figli di Calanthir detto “Svelta Volpe”, uno dei migliori cacciatori di Boscoverde, nonché capitano degli arcieri di Re Thranduil ed eredi di un’antica casata Sindarin. Entrambi ricordate la partenza delle schiere del Re verso la sanguinosa battaglia dei cinque eserciti. Gelil-Ganduil, il primogenito, eri sulle rive del Fiume Selva insieme ai nobili e ai soldati della guarnigione, per rendere onore alle lucenti schiere degli eroi del vostro popolo. Ricordi ancora il volto fiero e orgoglioso di vostra madre, solcato da una singola e timida lacrima, forse un triste presagio per il futuro. Calen, come al solito, eri nel profondo della foresta a cacciare e osservare gli animali, negli ultimi sempre più agitati e inquieti a causa di una forza misteriosa proveniente da sud. Preferendo la solitudine del bosco alle cerimonie del palazzo del Re, hai preferito osservare tuo padre e gli altri soldati del Re dai rami di una grande quercia a picco sul fiume e ancora ti sembra che per un attimo gli occhi di tuo padre si siano volti verso di te con un sogghigno malcelato sotto il lucente elmo a forma di aquila.

Eppure eravate entrambi presenti al ritorno delle truppe, inginocchiati davanti al letto di vostro padre, trafitto da due frecce orchesche avvelenate, morente davanti ai vostri occhi. Mentre il sudore imperlava la sua fronte con un ultimo sforzo lui prese le mani di entrambi tra le sue e disse “Figli miei, ancora una volta gli Elfi Grigi e la nostra casata hanno contribuito a combattere i servi del Nemico per permettere ai popoli liberi della Terra di Mezzo di vivere in pace. Ricordate quello che vi dico, l’Ombra non si arresterà mai, ma fino a che il più flebile barlume della nostra stirpe continuerà ad ardere, questo basterà a tenerla a bada. Non dimenticatelo mai! Solo questo vi dico, difendete il vostro popolo, restate vicini a vostra madre, ma soprattutto rimanete vicini l’uno all’altro, fino a che il nostro popolo e voi sarete uniti l’Ombra non prevarrà, giuratemi che non vi arrenderete mai e io camminerò fiero e in pace verso le aule di Mandos, il signore del nostro Fato.

Da quel giorno vi siete visti molto poco, Gelil Ganduil ha preso il posto del Capo Famiglia presso il palazzo di Re Thranduil, servendo tra la sua guarnigione, indossando orgoglioso il lucente elmo a forma di aquila appartenuto per secoli alla vostra casata. Calen invece non ha mai smesso di viaggiare e perlustrare i boschi delle marche meridionali del regno, pronto a cogliere ogni segno dell’avanzata dell’Ombra che da secoli sta corrompendo la parte meridionale della foresta, ormai definita Bosco Atro. I tuoi sono sempre vigili e la tua mano sinistre sempre pronta a impugnare l’arco, rivestita del guanto verde da arciere appartenuto a vostro padre. Da quel giorno tutti i cacciatori del vostro popolo di hanno rinominato Calen-crum, “mano sinistra verde” poiché raramente hai lasciato il tuo arco e il guanto di tuo padre.

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Anche se divisi da compiti e stili di vita diversi i nrealtà non siete mai stati così vicini, la promessa fatta di fronte a vostro padre morente ha immensamente rafforzato il votro legame e la volontà di combattere l’avanzata dell’Ombra.

Poco tempo fa nel regno di Thranduil è giunto un messaggero alato da Gran Burrone. Pare che alcuni elfi abbiano sentito sulla strada per Alto Passo una melodia dei tempi antichi, sconosciuta e dolce come il fruscio delle foglie. Questa veniva da un flauto trasportato da un giovane umano. Gli elfi hanno vegliato sul viaggio del giovane fino alle terre di Beorn, dove lo hanno lasciato proseguire da solo e hanno mandato un messaggio al reame boscoso. Alla corte di Re Thranduil si è sparsa la voce e qualcuno ha sussurrato che potrebbe trattarsi della melodia perduta del Lai delle foglie del Doriath. Questa è una delle canzoni più antiche del vostro popolo; purtroppo però millenni di esilio e di guerre hanno fatto si che la melodia della canzone andasse perduta, si ricorda ormai solo il testo delle tre strofe della canzone. Si dice che uno degli ultimi a conoscere la melodia del Lai del Doriath fosse un vostro vecchio antenato, Arhedel il Bardo, e oggi le voci giunte sembrano indicare che la melodia possa essere nuovamente recuperata. Voi due fratelli vi siete incontrati in una notte di luna nuova, sotto le stelle in un’ampia radura e avete deciso di andare a cercare il giovane con i capelli rossi, per assicurarvi che fosse salvo e per invitarlo presso la dimora del Re, in modo che ancora una volta i bardi possano sentire e imparare la melodia perduta. Recuperare questa antica canzone potrebbe ravvivare l’ardore del vostro popolo e ridonare alla vostra stirpe una scintilla dello splendore perduto dei tmepi antichi, ma sufficiente a tenere a bada l’avanzata dell’Ombra e la disperazione che essa porta con sè…

Gelil Ganduil

The awakening of ancient menace luca_navone enrico_camponogara